Come usare il metodo scientifico per emergere dalla massa

Come usare il metodo scientifico per emergere dalla massa

Si fa un gran vociare di cosa sia scienza e di cosa non lo sia, di cosa sia logica e di dove finisca la logica e inizi la scienza.

Probabilmente anche tu ti starai chiedendo: “Ok, stiamo usando la logica, e questo blog in diverse parti è basato su esempi di logica, ma quanta distanza c’è tra la logica e la scienza?”

Eccoti qui le risposte mio caro.

Partiamo dal presupposto che la scienza si basa sul metodo scientifico, che non è uno solo, e che ogni scienziato importante e storico ne ha usato uno leggermente differente dagli altri.
Partiamo dal presupposto che anche Galileo, il padre fondatore del metodo scientifico moderno, non ha sempre usato quel metodo che si studia a scuola, ovvero:

Osserva un fenomeno.
Proponi una teoria per tale fenomeno.
Elabora dei dati numerici da tale teoria.
Confrontali con i risultati degli esperimenti. Possibilmente più e più volte.

Ci sono un sacco di altri strumenti che rendono il metodo scientifico un po’ più complesso e decisamente più efficace di così!
Vediamoli insieme:

  • Teorie precedenti.

    Checché se ne dica nessuno scienziato parte senza avere una teoria preimpostata.
    Galileo si confrontò con le teorie aristoteliche e medioevali del moto e del vuoto.
    Anche quando affrontiamo lo studio di fenomeni totalmente nuovi la cosa che succede nel nostro cervello è che ci creiamo una idea intuitiva di cosa sta succedendo, e poi su quella idea, su quell’embrione di teoria, si costruisce il resto.

  • Nè induttivo nè deduttivo, ma entrambi.

    Qualunque scienziato vero rimbalza tra teoria ed esperimenti di continuo, in una continua ricerca di mediazione.
    Dire che Galileo sia partito induttivo (esperimenti -> teoria), e abbia finito deduttivo (teoria -> misurazioni) è del tutto fuorviante. Non è mai una parabola perfetta.

  • Esperimenti mentali.

    L’esperimento mentale serve per testare la coerenza interna di una teoria.
    Una teoria ha delle ipotesi di base, e si cercano degli esperimenti, strani a piacere, che possano mettere in dubbio e in crisi quelle ipotesi di base.

Esempio:

  • Tutti i sistemi di riferimento sono uguali tra loro.
  • La luce viaggia sempre dritta in tutti i sistemi di riferimento (hai mai visto curvare un raggio di luce??), come una pallina su un tavolo.
  • => esperimento mentale di mettermi dentro un ascensore in caduta libera velocissima, e dover convenire che lì la luce dovrebbe fare una parabola.
  • Cade una delle premesse. I sistemi di riferimento non sono tutti uguali.
  • Intuizione.

    Molte volte lo scienziato usa emozioni ed intuizione per effettuare alcune scelte. Per esempio per decidere quale modello teorico utilizzare tra due o più modelli tutti plausibili.

Rimane il fatto però che l’unica vera cosa che distingue la logica dalla scienza è che la scienza deve avere un rapporto con la realtà. La logica non per forza.

Con la logica si possono elaborare teorie affascinanti iniziando con la frase “immaginiamo di saper volare come superman”. Ciò non ci renderà affatto capaci di volare come superman, anzi!
Non doversi confrontare con la realtà permette di poter fare ragionamenti senza fondamento reale, e senza preoccuparsene.

Che significa confronto con la realtà? Sempre più spesso significa “Misurare“.
Che significa misurare? Significa prendere un righello, avvicinarlo all’oggetto, e leggerne la misura.
La domanda reale piuttosto è: cosa puoi misurare?

Ma invece di rispondere a questa domanda (mica vi posso dare tutte le soluzioni precotte!) vi propongo un altro tema:
La logica e la scienza possono arrivare a tutto? Hanno dei limiti?

I limiti della scienza sono due:

  • Misurabilità.

    Per fare scienza devi misurare. Ma non tutto è misurabile. Esempio? Le emozioni. La bellezza.
    Si può fare scienza sulle emozioni? Sì se si inventa un modo per misurarle.

  • Ripetibilità.

    Il metodo scientifico prevede che tu possa ripetere un esperimento più e più volte per controllare che tale esperimento dia sempre gli stessi risultati.
    A volte ti è impossibile. Esempio? Le supernove, grosse stelle che esplodono in mezzo all’universo. Non puoi ricrearle dopo una esplosione. Un esempio più terra terra? La psicologia delle persone.
    Non puoi ricreare una chiacchierata avuta casualmente con un tizio incontrato in treno.

Che logica ho usato in questo articolo? Nel prossimo articolo di Logica lo scoprirete 😉

[gdlr_notification icon=”icon-key” type=”color-border” border=”#1975ad” color=”#ffffff”]Andiamo ora ad analizzare la logica usata nell’articolo: “Usare paroloni, oppure non usarli? Un po’ di logica per capirci qualcosa.”

In questo articolo abbiamo usato soprattutto la logica induttiva, andando a vedere che risultati dà usare parole complesse oppure la loro traduzione “semplice”.

Scopri le varie tipologie di logica in questo articolo “Che cos’è la logica e perché è così importante per chi comunica” [/gdlr_notification]

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