Chi è il formatore?

È un professionista, esperto nella propria area di competenza e nella gestione del processo formativo. Può essere interno o esterno all’azienda.

Il formatore è una figura professionale che aiuta ad aumentare le competenze mediante i propri corsi.

Il formatore non deve quasi mai risolvere problemi, ma fornire strumenti per poterli risolvere.

Cosa fa il formatore?

In funzione delle specifiche esigenze (individuali, professionali, organizzative), progetta ed eroga percorsi formativi e ne valuta i risultati.

COME DIVENTARE UN FORMATORE EFFICACE?

 PREPARATI

La preparazione è la base per essere efficaci

Conoscere costa fatica e sudore. Bisogna prepararsi, studiare, ricercare informazioni, spesso complesse, da interpretare, selezionare, elaborare, comprendere e fare proprie. Non c’è un punto di arrivo. E quando ci sentiamo sicuri delle nostre certezze è già il tempo di ripartire. È tempo di rimettere tutto in discussione, di ricercare e farsi attraversare da nuove esperienze, nuovi interessi, nuovi input che installano dubbi e generano nuova conoscenza.

Non esistono verità assolute né formule magiche né metodi, strumenti e procedure valide sempre e comunque.

Preparatevi sull’argomento, raccogliete informazioni, ipotizzate scenari e preparate tutto l’occorrente per ricreare questo viaggio. Pianificate le tappe, le mete e gli itinerari, prevedete ostacoli e imprevisti, ma prima di tutto chiedetevi dove e cosa siete disposti a fare e vivere, chiedetevi quanto siete pronti per primi voi.

NON FARTI TROVARE IMPREPARATO
Studia in precedenza fatti, concetti, principi e procedure che riguardano l’argomento che intendi presentare. Ipotizza tutte le probabili domande che ti potrebbero porre e cerca di inserire nei tuoi argomenti le risposte a queste domande.

Amplia e mantieni aggiornata la tua cultura generale, leggi uno o più quotidiani prima di presentarti in aula, devi assolutamente sapere cosa sta succedendo nel luogo in cui ti trovi e nel mondo. Ma soprattutto sfrutta ogni occasione per acquisire consapevolezza e scoprire ciò che ti piace e non piace fare, ciò che desideri e ti appassiona, quali sono i tuoi limiti e le tue potenzialità.

FOCALIZZA GLI OBIETTIVI
Trova le ragioni che ti spingono a creare questo momento formativo, pensa a quali sono gli obiettivi dei presenti e i tuoi obiettivi e chiediti se hai l’energia, la volontà e la determinazione per perseguirli. Quindi formula l’obiettivo e suddividilo in step, individua i sottobiettivi che ti guideranno nella stesura del programma e nella scelta di contenuti, attività e strumenti, definisci i traguardi che intendi raggiungere.
PIANIFICA E PROGETTA
Pensa a cosa dire, a come dirlo, a quando dirlo e a perché dirlo. Queste semplici classiche domande (chi, cosa, come, quando, perché) ti saranno di enorme aiuto per pianificare e progettare l’intervento formativo e individuare le risorse necessarie a realizzarlo, in termini di tempo, informazioni, costi, atteggiamenti, strumenti, collaborazioni.
STUDIA IL TUO PUBBLICO
Documentati il più possibile sulle persone che stai per incontrare. Comincia a pensare a chi sarà il tuo pubblico, cerca di tirare fuori tutte le caratteristiche che lo rappresentano, e con tutte voglio dire sia quelle che ti piacciono, che quelle che non ami.

Pensa a quanto il tuo pubblico sia preparato sull’argomento, esplorane il “grado sociale”, le ambizioni, lo stile di vita, e tutto ciò che potrà esserti utile, o solo di contorno, per la tua presentazione.

DECIDI COSA E COME PRESENTARE
Quella che hai intrapreso è una partita a scacchi e ti permetterà di portare a casa il risultato, ma per farlo dovrai essere un abile stratega. Programma gli argomenti che dovranno comporre il tuo discorso usando la logica. Tutto deve procedere secondo logica.

Disponi i momenti della giornata in una linea temporale ben determinata. Nulla va lasciato al caso. Stima la durata di ogni singola parte del tuo discorso e adegua gli argomenti al tempo che meritano, ovvero argomenti di maggiore importanza avranno un tempo maggiore.

Pensa a come mantenere alta l’attenzione dei presenti con situazioni che portino i ragionamenti nella direzione che hai tracciato.

<p”>Cosa hai deciso di presentare al tuo pubblico? Un video per farli ragionare, delle slide ben organizzate o una canzone perché ascoltino il testo e ne traggano delle conclusioni? Decidere cosa presentare è uno dei punti chiave dell’efficacia di un formatore, i canali ricettivi del nostro auditorio sono numerosi e mutevoli, sarà tuo dovere pensare molto bene a questo aspetto.

   Se ho tre ore per abbattere un albero, uso la prima ora per affilare l’ascia.

Abraham Lincoln

ESERCITATI

L’esercizio permette di sbagliare e imparare, sbagliare e imparare, sbagliare e imparare

Per prima cosa hai visto che ti occorre preparazione per accrescere la qualità dei contenuti da presentare, migliorare l’esposizione dei concetti, acquisire maggiore sicurezza in te stesso. Adesso è il momento di allenarsi come un vero e proprio atleta.

Ogni grande atleta sa bene quanto ha sudato per arrivare ai propri traguardi. Ore e ore di allenamento per migliorare e per raggiungere i propri obiettivi. Ora entra nell’ottica di essere un’atleta, i tuoi obiettivi li dovrai decidere in autonomia. Se vuoi diventare un Formatore Efficace, devi essere un ottimo atleta.

METTITI ALLA PROVA
Approfitta di ogni situazione ideale per parlare in pubblico, leggi un libro a una persona cara e gioca con la voce per dar enfasi alle parole ed emozionare, trasforma i tuoi vissuti in storie avvincenti da raccontare.

Mettiti in gioco, ricerca esperienze che ti permettano di esercitare la tua presenza in mezzo a persone che ti possano ascoltare e consigliare. Vivi queste esperienze, analizzane le emozioni che ne derivano e attingi insegnamenti dalla fonte più preziosa a tua disposizione: i tuoi errori.

TESTA E MEMORIZZA LE TUE PRESENTAZIONI
Dopo aver redatto le tue presentazioni rileggile ad alta voce, esamina con attenzione quanto scritto e vai alla ricerca degli errori, quindi testa e “collauda” contenuti, tempi e connessioni. La tua presentazione dovrà essere percepita da chi la ascolta come un discorso unico e perché ciò avvenga dovrai memorizzare bene i contenuti e i passaggi di argomento che non dovranno avvertirsi come uno spazio vuoto, ma come una fluida prosecuzione.

Ricorda che devi capire gli argomenti che esporrai e non solo memorizzarli, per poterti destreggiare al meglio in caso di imprevisti e negli attimi di dimenticanza.

IMMEDESIMATI NELLA SCENA
Immagina di avere davanti il tuo pubblico, racconta a questi presenti immaginari la tua presentazione e cerca di trasferire le informazioni nel modo più chiaro e semplice possibile. Non considerare mai banale questa fase, piuttosto dimostrati un professionista anche quando entrerà una persona inattesa nel tuo ambiente di prova.

Per migliorare la tua presenza in pubblico, esegui questo semplice esercizio: mettiti davanti ad uno specchio e comincia la tua presentazione.

Le prime volte sarà imbarazzante, ma nel tempo ti abituerai a sostenere il tuo sguardo e a concentrarti su quello che vuoi dire, scoprirai qual è la tua mimica e movimenti del tuo corpo e potrai così essere più conscio di come appari e di conseguenza a controllarti meglio.

CONTROLLA CHE TUTTO FUNZIONI
Crea una lista di tutte le attrezzature che ti occorrono ed effettua una spunta di tutto il materiale a tua disposizione procurandoti quelli mancanti. Se ti avvali di strumentazioni a noleggio o già presenti nel luogo di presentazione verifica che sia tutto funzionante.

Prova diverse volte le presentazioni, le strumentazioni e i supporti che intendi utilizzare, ricrea il susseguirsi degli eventi così come li hai immaginati e verifica che tutto proceda esattamente come previsto.

APPRENDI DALL'ESPERIENZA
Occorre apprendere dai propri errori e per farlo bisogna rimanere in costante ascolto.

Per farlo potresti ad esempio riprenderti con una telecamera e riguardarti in seguito. Chiedi dei feedback a chi reputi competente in materia e nel parlare in pubblico. Confrontati con chi può aiutarti ad analizzare e superare le tue paure e le tue ansie. Ma soprattutto continua a fare e a sbagliare, per poi migliorarti. Non smettere mai di imparare dai tuoi errori, cercando di non commetterli nuovamente.

   Chi non ha mai commesso un errore non ha mai provato nulla di nuovo

Albert Einstein

COINVOLGI

Il coinvolgimento crea intesa e fiducia

Dopo preparazione ed esercitazione arriva la fase del COINVOLGIMENTO.
Se riuscirai ad ottenere l’attenzione del tuo auditorio, allora potrai riuscire a trasmettergli i tuoi pensieri e i tuoi messaggi in modo semplice ed efficace. Entra in empatia con il tuo pubblico, coinvolgi i tuoi interlocutori e rendili protagonisti dell’esperienza formativa; portali ad un livello di attenzione superiore, un livello nel quale i tuoi predecessori non erano riusciti ad arrivare.

CREA L'AMBIENTE IDEALE
Cerca il luogo che si addica a quello che vuoi presentare, non limitare i tuoi pensieri ad una sala conferenze, non è detto che sia sempre l’ambiente adeguato.

Elimina le distrazioni, siano esse visive o auditive, informati su eventuali lavori in corso nella struttura o nelle sue adiacenze. Non dimenticarti della temperatura dell’aula, dell’ergonomia delle sedie e di qualsiasi altro strumento di interazione.

CONDIVIDI LE FINALITÀ E IL PROGRAMMA
Un formatore che vuole trovare con il proprio pubblico un buon coinvolgimento, sa bene quanto sia importante la fiducia e quanto sia facile indebolirla.

Accogli i partecipanti, presenta il corso, condividine la finalità e i traguardi da raggiungere insieme.

Rispetta il programma presentato per dimostrare la tua puntualità nel fare quanto prestabilito ma mostrati anche flessibile. I programmi vanno sempre personalizzati e adeguati al tuo pubblico, alle esigenze dei tuoi interlocutori e all’evolversi delle dinamiche che si creano nell’interazione, ma ciò non deve compromettere quanto avevi anticipato e presentato in apertura.

MODULA LA VOCE
La tua voce è un laboratorio di senso, emozioni ma anche di potenziali incomprensioni.

Esercitati a parlare utilizzando il diaframma e la respirazione, non dimenticare le pause e ricerca le giuste tonalità della tua voce, per renderla sempre più gradevole, sicura ed espressiva.

La voce è uno degli strumenti più importanti e potenti ,nella formazione e nella comunicazione in genere, per esprimere e trasmettere messaggi chiari e incisivi, a patto però di trovare le parole giuste.

Le parole hanno un senso; studiane il significato, il peso, il valore e decidi quali utilizzare e quali no.

FAI VIVERE ESPERIENZE COINVOLGENTI
Quali sono le caratteristiche di quella che ricordi come una bella esperienza? L’atmosfera, la location, il coinvolgimento, le emozioni provate?

Creare una bella esperienza è tutt’altro che facile. È necessario pensare, come in un film, alle sceneggiature, al cast, alle luci e alle scenografie per allestire le scene.

Le belle esperienze non hanno bisogno di effetti speciali né di formatori dal fascino mediatico. Ciò che occorre è un’ottima padronanza degli argomenti proposti e degli strumenti utilizzati ma soprattutto, come per i più grandi registi, è l’attenzione e la cura degli aspetti umani e relazionali, oltre che logistici, a fare la differenza.

VERIFICA LA COMPRENSIONE E VALORIZZA L'ESPERIENZA
Il tuo auditorio è lì per ascoltarti, ma quanto di quello che stai dicendo è realmente arrivato a destinazione? Abituati ad ascoltare la tua platea e a porre delle buone domande per verificare qualità e quantità della comprensione e l’apprendimento degli argomenti trattati.

Fai insieme ai partecipanti riflessioni e analisi sull’esperienza vissuta e cerca di connetterla il più possibile al mondo reale e a ciò che vivono nella loro quotidianità, evidenziando la trasferibilità di quando appreso.

Presta attenzione e ascolta i feedback, i commenti e le opinioni di chi partecipa al tuo intervento. Non trascurare mai i consigli, le critiche e le polemiche ricevute e cerca di comprendere perché li hai ricevuti, sia in male che in bene.

   Il migliore riconoscimento per la fatica fatta non è ciò che se ne ricava, ma ciò che si diventa grazie ad essa

John Ruskin

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