4 regole base per parlare ad una sala

4 regole base per parlare ad una sala

Ho sempre trovato estremamente complesse le regole “ufficiali” di comunicazione davanti ad una sala.
Forse perché essendo in una famiglia di professori, e avendo passato tanti anni a discutere su internet di vari temi, e almeno 5 anni a fare ripetizioni private ai ragazzi delle superiori, per me spiegare è ovvio. E’ banale, insomma io ho il mio modo di affrontare la comunicazione in pubblico.

Ti racconterò alcune delle cose che ho osservato.

Se fossi in questo momento davanti ad una sala l’unica cosa che farei, l’unica domanda che mi porrei sarebbe: come posso spiegargli efficacemente ciò che per me è chiaro in testa?
L’unica risposta che mi darei sarebbe: lo vedo e glielo spiego.
Quindi come se tu dovessi raccontare cosa c’è in un’immagine che vedi: la guardi, e la descrivi.

“Siamo in una scena innevata, invernale. Sulla destra si trova un picco piuttosto massiccio ricoperto di neve, mentre al centro, verso il basso, c’è una schiera di tetti di case e alberghi in classico stile altoatesino. Dietro ci sono alcune piste da sci, e la cresta di una montagna si pone come degli spalti di un teatro. Ogni tanto ci sono dei sempreverde a costellare il tutto.”

Scriviamo quindi quali sono alcuni accorgimenti da seguire.

Spiega

Mi rendo conto che sia in assoluto il consiglio più banale che si possa dare in questo contesto, ma in effetti la soluzione più facile è questa: “spiega!”.
Se sei davanti ad una sala e devi spiegare un concetto, banalmente spiegalo! Soprattutto per chi è abituato a PNL, o altre arti metodiche dove ti viene insegnato a modificare il tuo modo di parlare per andare incontro alle necessità della sala (tono della voce, parole che usi, modo in cui ti muovi, i supporti tecnici come luci e video che decidi di utilizzare, e così via).
In effetti quando il mondo della comunicazione e della formazione è focalizzato sulla forma con cui si spiega il primo suggerimento che si può dare è: concentrati sul contenuto!
Regola base?
Spiega come se lo dovessi spiegare a tua nonna: non esiste nessun concetto per quanto complesso che non possa essere spiegato con parole semplici, magari facendo un certo numero di premesse e di “giri attorno”.
Se devi per forza utilizzare dei paroloni tecnici significa che alla fin fine non lo sai spiegare. Quindi, se tua nonna capisce significa che va bene.

Non fare orfani

E qua si torna ad alcuni concetti di PNL.
Questa è una regola magica fondamentale. Le persone sono attirate nella loro attenzione da ciò che dici e da come lo dici. La loro attenzione dipende dal loro interesse e dalla tua bravura.
Se non sei bravo a cogliere l’attenzione di tutti, finisce che qualcuno si distrae e perde pezzi del discorso.
Esistono orfani visivi, e orfani sensoriali. Cioè: puoi fare orfani perché guardi solo una parte della sala, e le altre zone abbassano il loro livello di interesse perché si sentono di meno al centro dell’attenzione.
Puoi fare orfani perché utilizzi tantissimo un canale percettivo, e ti dimentichi gli altri.
I canali percettivi sono 3 (quelli principali, quindi significa che ce ne sono altri, di cui vi parleremo più avanti): visivo, auditivo e cinestesico (i cinestesici imparano dalle sensazioni fisiche). Se tu fai una presentazione solo auditiva (parli e basta davanti ad una sala) rischi di perderti per strada tutte le persone che sono visive o cinestesiche.
Una buona presentazione viene accompagnata sicuramente da slide, da video (se può aiutare), e da esercizi pratici dove i protagonisti diventano loro.

Psicologia

Devi avere a che fare con una serie di persone che hanno teste diverse, caratteri diversi, esperienze di vita diverse, modi diversi di vivere le stesse emozioni.
Se uno del pubblico ti pone una domanda che ti mette in imbarazzo, oppure critica direttamente ciò che tu hai appena finito di dire, come devi reagire? Lo zittisci? Gli spieghi meglio? Inizi un dibattito? Gli chiedi di uscire? Coinvolgi le persone nella sala per sapere loro cosa ne pensano? Lo ignori, e svicoli la domanda elegantemente? Gli proponi di chiarirvi meglio in privato?
Cosa rischi? Di iniziare un dibattito infinito? Di spaccare la sala a metà e di non moderare più la situazione? Di vedere che l’intera sala si aizza contro di te? Di perdere l’interesse di metà della sala (si chiama catalizzare: quando dai una risposta molto forte, netta e precisa, magari tenti di zittire l’intervento, al ché chi è d’accordo con te inizia ad amarti, e chi non è d’accordo inizia a considerarti un cretino o uno stronzo)?
Fare dei questionari iniziali per testare gli umori della sala può essere davvero utile per adeguare la tua “psicologia”.

Emozioni

Qui ci sono due cose da dire: devi imparare a gestire le tue emozioni, e devi trasmettere quanta passione provi per quel che stai spiegando.
Devi evitare di arrivare triste, o nervoso davanti alla platea ed evitare di scaricare sulla platea quelle emozioni.
D’altra parte mentre comunichi, comunichi sia le emozioni che il contenuto, e se sei coerente tra i due è più facile che la gente ti segua.

Mi è successo più volte di parlare con una persona che mi spiegava come e perché dovessi prendere la vita più alla leggera e mi dovessi amare molto di più. Me lo raccontava con un tono estremamente leggero, amoroso, rilassato, e sicuro di sé.
Durante la spiegazione, percependo il suo tono, tutto aveva senso. Era ovvio.
Tornato a casa, quando ripensavo alle parole che mi aveva detto, e senza avere il supporto della sua emotività, la mia sensazione era “ma cosa mi ha detto? Quello che ricordo non ha senso!”.

 Faticavo a memorizzare le emozioni legate a quanto fosse stato detto, forse mi concentravo troppo sul contenuto e troppo poco sulle emozioni, o forse ero talmente trasportato dalla mia attenzione per le emozioni che perdevo per strada il senso del contenuto; ma ora vi sto parlando di me e delle mie emozioni, quindi vi lascio e continuo a riflettere 😉

Usare paroloni, oppure non usarli? Un po' di logica per capirci qualcosa.

Usare paroloni, oppure non usarli? Un po' di logica per capirci qualcosa.

“Impara a non usare i paroloni quando parli a/con qualcuno”.
“La capacità che hai di spiegarti al di là dei paroloni è indice di quanto hai capito bene l’argomento”.

Mi hanno sempre insegnato che quando si parla in pubblico è bene non usare i grandi paroloni. O meglio: centellinarli quando servono e spiegarli per bene tutte le volte.
D’altra parte mi hanno anche detto che non posso usare un linguaggio da bar quando parlo con le persone perché “Poco professionale” , questo porterebbe a pensare che i paroloni vadano usati.
Anche se è indubbio che il linguaggio da bar con i contenuti di una lezione universitaria sono una combinazione perfetta quando si tratta di farsi capire a una platea che ama questa tipologia di conversazione.

D’altra parte vorrei anche evitare qualcosa del tipo:[gdlr_notification icon=”fa-graduation-cap” type=”color-border” border=”#1975ad” color=”#ffffff”]

1. La corte di assise è competente:

d bis) per i delitti consumati o tentati di cui agli articoli 416, sesto comma, 600, 601, 602 del codice penale, nonché per i delitti con finalità di terrorismo sempre che per tali delitti sia stabilita la pena della reclusione non inferiore nel massimo a dieci anni. (3)

(3) Lettera aggiunta dall’art. 1, comma 1, lett. b), del D.L. 12 febbraio 2010, n. 10 , convertito con modificazioni nella L. 6 aprile 2010, n. 52

Sezione 2, articolo 5, comma d bis del codice di procedura penale.[/gdlr_notification]

Non per altro, ma perché è praticamente incomprensibile, e viene definito “italiano giuridico” solo perché dire “italiano sgrammaticato che va bene solo perché tra di loro si capiscono e abbiamo troppa paura di loro per andare a criticarli nel loro stesso ambiente” suonava male.

Quindi in definitiva, che cosa possiamo dire riguardo all’uso dei paroloni?

Innanzi tutto i paroloni vanno usati. Con moderazione ma vanno usati.
Mi spiego meglio: se stai intrattenendo una sala parlando del Ibuprofene non puoi permetterti di passare ore e ore usando le parole “quella molecola” o altri sinonimi solo per evitare “Ibuprofene”.
Puoi spiegare una volta o più volte che cosa significa quella parola, e la usi per tutto il tempo che ti serve.
Anzi! Può essere essenziale spiegare il termine e usarlo correttamente durante la spiegazione.

Quando ero in prima superiore ebbi una professoressa che aveva la tendenza a spiegare “pane al pane e vino al vino”. Era molto chiara, ma alla fine dell’anno c’erano ancora ragazzi che avevano difficoltà a distinguere tra atomo e molecola.

Per evitare questa problematica, basta spiegare i concetti una o più volte e poi usare le parole correttamente nel mezzo della spiegazione.

D’altra parte ti imploro: non ritrovarti mai a parlare in maniera criptica come avviene nel linguaggio della legge!
Proviamo a tradurre l’articolo di cui sopra?

[gdlr_notification icon=”fa-comment” type=”color-border” border=”#1975ad” color=”#ffffff”]

1. Si può chiedere aiuto alla corte d’assise quando:

d bis) quando qualcuno compie o tenta di compiere il reato di associazione a delinquere (articolo 416, sesto comma) finalizzata a: sfruttamento come diritto di proprietà (600), tratta delle persone (601), acquisto di schiavi (602); o uno di questi stessi reati senza l’associazione a delinquere, o per delitti fatti per terrorismo.
Questo se la pena per tali reati non è inferiore a 10 anni. (3)

(3) Paragrafo aggiunto all’articolo 1, primo paragrafo, lettera B del decimo disegno di legge del 12 febbraio 2010. Tramutato in legge con delle modifiche il 6 aprile 2010.

Sezione 2, articolo 5, comma d bis del codice di procedura penale.[/gdlr_notification]

Bene! Ora si capisce, ti pare?

Insomma: usa il linguaggio che chi hai di fronte possa capire, e usa i termini tecnici solo quando ti serve dare effettivamente il nome corretto alle cose.
I termini hanno un significato, e non è detto che un giro di parole possa sempre aiutare a capire. Soprattutto se chi ti ascolta deve saper avere a che fare con quel termine e con quel significato.

Ma non parlare come la sentenza di una corte!

Ci siamo intesi? 😉

Nel prossimo articolo di logica analizzeremo la logica di questo, quindi non te lo perdere.

Come collegare il proiettore al pc Windows

Come collegare il proiettore al pc Windows

Collegare un proiettore o una tv ad un computer Windows è un’operazione che richiede solo un po’ di pratica, quindi non preoccuparti e segui questi passaggi, così potrai imparare a farlo senza problemi.

Ecco i passaggi per connettere un proiettore al computer con sistema operativo Windows:

Devi avere a disposizione:

  1. Computer con sistema operativo windows 🙂
  2. Cavo VGA oppure Cavo HDMI a seconda delle connessioni del tuo computer
  3. Proiettore (o televisione)
  4. Voglia di non perderti d’animo se non si vedesse nulla

Ecco i passaggi per la connessione di Computer e proiettore.

1. Accendi il proiettore
Individua il tasto ON sul proiettore, non è sempre ben visibile, ma lo riconosci per il classico simbolo .

Se la luce della sala è soffusa, vedrai meglio il momento di accensione.

Tasto ON proiettore

2. Individua la porta VGA o HDMI

Porta VGA

Porta VGA

Porta HDMI

Porta HDMI

Individua la porta VGA, HDMI oppure DVI del tuo computer.La VGA ha una qualità inferiore, non trasmette l’audio, ma è la porta maggiormente diffusa e che molto probabilmente troverai nel tuo computer.La porta HDMI permette una qualità molto alta delle immagini che arrivano al proiettore e in molti casi permette anche il passaggio delle informazioni audio che invia il nostro pc.Della porta DVI devi sapere che ha una qualità intermedia tra le porte sopra descritte, che si comporta come una porta VGA, e che è poco diffusa.
3. Connetti il cavo alla porta VGA o HDMI
La connessione “fisica” del cavo tra computer e proiettore è veramente molto semplice devi connettere il cavo ad entrambe le estremità.Ricorda la scritta che trovi accanto alla connessione sul proiettore, sarà qualcosa tipo: COMPUTERVGA INPC INHDMI INHDMI 1.Se il cavo VGA dovesse rimane leggermente in tensione è meglio avvitarlo anche con le viti dei connettori, altrimenti puoi farne a meno.I cavi esistono di tante lunghezze, non essere tirchio quando acquisti un cavo e prendilo di una metratura che possa esserti d’aiuto nel caso il proiettore fosse lontano dal computer.

Cavo VGA

Cavo HDMI

Cavo audio 3,5 mm

Ricorda che esiste anche il cavo audio con jack da 3,5 mm che se connesso al vostro PC e a delle casse acustiche (o ad alcuni proiettori predisposti) ti farà ascoltare anche il sottofondo audio, fondamentale se devi proiettare un filmato.
4. Verifica che il proiettore sia sulla giusta fonte

Pannello di controllo proiettore

Il tuo compito è verificare che il proiettore stia ricevendo il segnale proprio dalla porta nella quale hai collegato il tuo cavo.Nel caso non lo fosse devi agire sul tasto SOURCE oppure selezionare il nome della FONTE dal telecomando o sul pannello di controllo del proiettore.
5. Verifica che il PC stia inviando il segnale
A seconda del sistema operativo in uso potrai verificare se il tuo computer sta inviando correttamente il segnale al proiettore.Di seguito troverai un’indicazione dei passaggi nelle varie versioni di Windows.
Windows 10

Questa versione rileva e installa automaticamente il proiettore o la tv connessa al tuo PC.

Se non dovesse avvenire premi il tasto FINESTRA WINDOWS + P

Windows 10

Windows 8 – Windows 8.1 – Windows RT 8.1

In genere queste versioni rilevano e installano automaticamente il proiettore o la tv connessa al nostro PC.

Se non dovesse avvenire premi il tasto FINESTRA WINDOWS + P

Windows 8 – 8.1 – RT

Windows 7
  1. Collega il cavo tra proiettore e PC
  2. Se vedi già tutto sei ok, altrimenti prosegui 😀
  3. Click con il tasto destro del mouse sullo sfondo del desktop
  4. Click su “Risoluzione dello schermo
  5. Click nel menù a tendina “Più schermi” e seleziona “Duplica questi schermi
  6. Click su “Applica
  7. Se le impostazioni di risoluzione e colore non sono ok regolale, altrimenti prosegui col punto successivo
  8. Click su “OK”
  9. Divertiti ad usare il proiettore.

Se non fossero bastati questi passaggi puoi trovare le indicazioni di Microsoft per la connessione del PC al proiettore a questo link Clicca qui

Windows 7

Windows XP
  1. Collega il cavo tra proiettore e PC
  2. Se vedi già tutto sei ok, altrimenti prosegui 😀
  3. Click con il tasto destro del mouse sullo sfondo del desktop
  4. Click su “Proprietà
  5. Click sul pannello “Impostazioni
  6. Click sul Monitor numero 2
  7. Click per spuntare “Estendi desktop su questo monitor” per allargare la scrivania al secondo monitor
  8. Click su “Applica
  9. Se le impostazioni di risoluzione e colore non sono ok regolale, altrimenti prosegui col punto successivo
  10. Click su “OK”
  11. Divertiti ad usare il proiettore.

Windows XP

Principali errori o problemi
  1. Non aver collegato la corrente elettrica al proiettore o non averlo acceso – Attacca la corrente e fai finta di nulla!

  2. Cavo disinserito dal proiettore o dal computer, a volte anche successivamente ad aver tirato il cavo senza accorgersene – Inserisci quel cavolo di cavo e se è un cavo VGA e vuoi sentirti più sicuro avvitalo anche

  3. Cavo inserito in una porta OUT del proiettore – Cambia porta ed inseriscilo in una porta OUT

  4. Cavo rotto – Questo problema mette in difficoltà tantissimi tecnici esperti che non pensano al problema più semplice ed è risolvibile sostituendo il cavo.
Come collegare il proiettore al computer Apple Mac

Come collegare il proiettore al computer Apple Mac

Collegare un proiettore o una tv ad un computer Apple Mac è veramente semplicissimo e richiede pochissimi passaggi e un po’ di pratica.

Quindi non preoccuparti e segui questi passaggi, così potrai imparare a farlo senza problemi.

Ecco i passaggi per connettere un proiettore al computer con sistema operativo Apple.

Devi avere a disposizione:

  1. Computer con sistema operativo Apple 🙂
  2. Adattatore da Thunderbolt (in passato si chiamava Mini DisplayPort e prima ancora Mini DVI)  a VGA (oppure HDMI). Nei nuovi Mac occorre un Adattatore multiporta da USB-C a AV digitale (HDMI) o a VGA
  3. Cavo VGA oppure Cavo HDMI a seconda del adattatore che hai a disposizione
  4. Proiettore o in alternativa televisione o schermo pc
  5. Voglia di non perderti d’animo se non si vedesse nulla

Ecco i passaggi per la connessione di Computer Apple e proiettore.

1. Accendi il proiettore
Individua il tasto ON sul proiettore, non è sempre ben visibile, ma lo riconosci per il classico simbolo.

Se la luce della sala è soffusa, vedrai meglio il momento di accensione.

Tasto ON proiettore

2. Connetti l’adattatore al tuo Mac
I nuovi computer Apple hanno una nuova porta universale rinominata USB-C. Ha nuove funzioni rispetto alla precedente Thunderbolt e ha due adattatori che ti permetteranno di avere un’uscita video (VGA o HDMI a seconda dell’adattatore), una porta USB standard e un’ulteriore porta USB-C per connettere altri adattatori.

Connessione USB-C Video

Connessione USB-C

Adattatore da USB-C a HDMI

Adattatore USB-C HDMI

Adattatore da USB-C a VGA

Adattatore USB-C VGA

I computer Apple hanno una porta universale che dovrai individuare.Le porte a seconda del periodo di acquisto possono essere differenti, ma quella degli ultimi 7-8 anni è unica e si chiama Thunderbolt. È identica alla Mini displayPort e gli adattatori di una vanno bene anche sull’altra.Quando avrai individuato questa porta, dovrai andare ad acquistare un’adattatore VGA o HDMI per il proiettore al quale devi attaccarlo.Se non sai qual’è l’attacco giusto acquista 2 adattatori, da Thunderbolt a VGA e da Thunderbolt a HDMI vedrai che se fai spesso attività con proiettori non tuoi è molto meglio averli entrambi.La VGA ha una qualità inferiore, non trasmette l’audio, ma è la porta maggiormente diffusa e che molto probabilmente troverai nella maggior parte dei proiettori.

La porta HDMI permette una qualità molto alta delle immagini che arrivano al proiettore e in molti casi permette anche il passaggio delle informazioni audio che invia il nostro Mac.

Della porta DVI devi sapere che ha una qualità intermedia tra le porte sopra descritte, che si comporta come una porta VGA, e che è poco diffusa.

Thunderbolt_Mini_DisplayPort

Thunderbolt Mini DisplayPort

Apple-Mini-DisplayPort-to-VGA-Adapter-MB572ZB-0

Adattatore Thunderbolt – VGA

cable-adaptateur-connexion-mini-displayport-vers-hdmi-femelle-pour-apple-mac-macbook-pro-air-900080821_ML

Adattatore Thunderbolt – HDMI

MacBook Pro Retina Display Porta HDMI

MacBook Pro Retina Display Porta HDMI

In diverse versioni di portatili MacBook Pro troverai direttamente una porta DVI o HDMI, che potrai utilizzare per la connessione al proiettore, senza bisogno di ulteriori adattatori.

Verifica questa caratteristica prima dell’acquisto di qualsiasi adattatore.

3. Connetti il cavo all'adattatore e alla porta VGA o HDMI
La connessione “fisica” del cavo tra adattatore e proiettore è veramente molto semplice devi connettere il cavo al proiettore, quindi all’adattatore e a quel punto lo puoi attaccare alla porta Thunderbolt del Mac.Ricorda la scritta che trovi accanto alla connessione sul proiettore, sarà qualcosa tipo: COMPUTERVGA INPC INHDMI INHDMI 1.Se il cavo VGA dovesse rimane leggermente in tensione è meglio avvitarlo anche con le viti dei connettori, altrimenti puoi farne a meno.I cavi esistono di tante lunghezze, non essere tirchio quando acquisti un cavo e prendilo di una metratura che possa esserti d’aiuto nel caso il proiettore fosse lontano dal computer.

Cavo VGA

Cavo HDMI

Cavo audio 3,5 mm

Ricorda che esiste anche il cavo audio con jack da 3,5 mm che se connesso al vostro Mac e a delle casse acustiche (o ad alcuni proiettori predisposti) ti farà ascoltare anche il sottofondo audio, fondamentale se devi proiettare un filmato.
4. Verifica che il proiettore sia sulla giusta fonte

Pannello di controllo proiettore

Il tuo compito è verificare che il proiettore stia ricevendo il segnale proprio dalla porta nella quale hai collegato il tuo cavo.Nel caso non lo fosse devi agire sul tasto SOURCE oppure selezionare il nome della FONTE dal telecomando o sul pannello di controllo del proiettore.
5. Verifica che il Mac stia inviando il segnale
Quando attaccherai il cavo al Mac vedrai le immagini quasi immediatamente.Se ciò non dovesse avvenire, prova a verificare che i cavi siano connessi correttamente e se lo sono prova a disconnettere e riconnettere l’adattatore al Mac.

OSX Sierra – El Capitan – Yosemite – Mavericks – Mountain Lion – Lion

Queste versioni rilevano automaticamente il proiettore o lo schermo esterno.

OSX Yosemite 10.10

OSX Yosemite 10.10

Principali errori o problemi
  1. Non aver collegato la corrente elettrica al proiettore o non averlo acceso – Attacca la corrente e fai finta di nulla!

  2. Cavo disinserito dal proiettore o dal Mac (o adattatore), a volte anche successivamente ad aver tirato il cavo senza accorgersene – Inserisci quel cavolo di cavo e se è un cavo VGA e vuoi sentirti più sicuro avvitalo anche

  3. Cavo inserito in una porta OUT del proiettore – Cambia porta ed inseriscilo in una porta OUT

  4. Cavo rotto – Questo problema mette in difficoltà tantissimi tecnici esperti ed è risolvibile sostituendo il cavo

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